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Il nuovo che avanza? Di Battista vs Civati: ma a trionfare è il cittadino a 5 Stelle

 

Stando alla classifica di Openpolis sui deputati più monitorati si ha la sensazione che il futuro non debba essere per forza di cose Berlusconi contro Renzi. Il nuovo che avanza, i più seguiti, sono due giovani di belle speranze: Alessandro Di Battista (M5S) e Pippo Civati (Pd). E nel confronto che abbiamo fatto ad aver la meglio è proprio il cittadino a 5 Stelle: ecco perché.

 

Si tratta di Alessandro di Battista  (Movimento Cinque Stelle) e Giuseppe Civati (Pd e anche in odore di segreteria), ai primi due posti della speciale classifica. Il pentastellato è arrivato alla notorietà solo di recente. Dopo essersi recato in Kazakistan per il caso Shalabayeva e aver smosso  l’aula con i suoi discorsi sul governo, ha agguantato la vetta con 66 utenti che lo seguono.  Il piddino lombardo dopo aver annunciato la discesa in campo nel congresso del suo partito e la sua disponibilità alla candidatura a segretario, si aggiudica la medaglia d’argento con 63 follower di Openpolis.

Cosa li accomuna? Di certo l’elemento di novità che rappresentano all’interno del parlamento e dei loro partiti. Nonostante tutto però ci sono delle differenze che potrebbero portare gli elettori a scegliere l’uno o l’altro per giudicare chi sia la novità più autentica della Camera dei Deputati.

I NUMERI DI ALESSANDRO DI BATTISTA – Il pentastellato è stato eletto nella circoscrizione Lazio I e dal sette maggio è vicepresidente della III commissione permanente Affari Esteri.

E’ stato presente finora a 727 votazioni e assente a 142. Non c’era quando si è dovuto scegliere se far passare o meno il decreto svuota carceri. Ha detto però no a quello sul lavoro presentato dal ministro Giovannini. Ha votato a favore alla legge che invece vuole combattere il voto di scambio politico mafioso e quindi ha detto sì alla lotta contro la mafia. Contrario si è dimostrato anche al Decreto Ilva e a quello sulle pene detentive non carcerarie.

Tra le sue attività principali la firma del disegno di legge sull’“Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sull’espulsione della signora Alma Shalabayeva e di sua figlia dal territorio italiano verso il Kazakistan”.

L’unica pecca è forse quella di non aver presentato alcun progetto come primo firmatario. Ne ha invece sostenuti  13 come cofirmatario. Ha inoltre presentato anche 11 mozioni. In aula ha invece avanzato 131 emendamenti. E infine ha partecipato alla scrittura di 7 interpellanze, 15 interrogazioni a risposta scritta e 5 interrogazioni in commissione.

E la fedina penale? Completamente immacolata. Nessun procedimento a carico e nessuna indagine aperta. In linea con quello che Beppe Grillo vuole per i suoi parlamentari.

I NUMERI DI PIPPO CIVATI – Ed ora andiamo a snocciolare tutti i numeri che riguardano il lombardo Pippo Civati. E’ membro del Pd ed è stato eletto nella circoscrizione Lombardia I. Dal sette maggio  è componente della X Commissione, quella sulle attività produttive.

Vediamo come se la cava in quanto a presenze in aula. A Montecitorio si è presentato 743 volte e invece è risultato assente 126. Come il collega pentastellato non ha partecipato ad alcuna missione parlamentare.

Se la sua performance nelle presenze è migliore di quella di Di Battista risulta invece peggiore quella della partecipazione alla redazione di disegni di legge. Come il collega non ne ha presentato alcuno come primo firmatario. Come cofirmatario la sua attività si ferma a 3. Tre sono anche le mozioni alle quali ha apposto il suo sigillo. Cinque invece le interpellanze presentate e 3 emendamenti proposti ai disegni di legge discussi in aula. Poche le interrogazioni,  2 a risposta scritta e orale e tre in commissione.

Nelle votazioni chiave si è comportato diversamente ds Di Battista. Se non altro perché proveniente dal Pd maggioranza di governo e non dal Movimento Cinque Stelle che sta all’opposizione. E’ risultato assente quando si parlava di pene alternative al carcere. Ha votato invece a  favore in  tutte le altre: decreto svuota carceri; decreto lavoro; decreto Ilva; modifiche all’articolo 416 sullo scambio elettorale politico mafioso.

E sul tema giustizia? Purtroppo a carico di Pippo Civati, quando era consigliere regionale della Lombardia, è spuntata un’indagine. Secondo la procura di Milano infatti sarebbe uno dei consiglieri regionali della Lombardia che avrebbe utilizzato fondi del Pirellone per i suoi scopi personali.

Come avevamo già pubblicato in un articolo del 7 maggio, la notizia di reato che lo riguarda è riferita al peculato: tra le accuse nei suoi confronti l’utilizzo di 3145 euro per l’acquisto di biglietti aerei, treni e francobolli. Una tegola giudiziaria che risale alla fine di gennaio e che resta, per ora, soltanto a livello di un avviso di garanzia. Non gli è stato ancora notificato alcun provvedimento di chiusura indagine quindi il caso è tutt’altro che chiuso.

Lui naturalmente si è difeso dal suo blog.

Sono fiducioso nel lavoro dei magistrati – ha dichiarato dal suo blog – ho sempre rendicontato voce per voce tutte le mie spese che non riguardano pranzi, cene, aperitivi o acquisti per me o per altri, ma solo trasferimenti in qualità di consigliere regionale”.

Chi sarà il migliore? Ai lettori l’ardua sentenza.