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Conferenza sul clima, “le trattative sono una farsa”. Gli ambientalisti abbandonano per protesta

Le associazioni ambientaliste e le Ong lasciano la Conferenza sul Clima, non era mai successo; secondo loro i negoziati sono stati trasformati in una burla.

 

La conferenza sui cambiamenti climatici in corso a Varsavia e giunta oggi, venerdì 22 novembre, alla sua ultima giornata, potrebbe trasformarsi in un nulla di fatto, dopo che ieri, associazioni ambientaliste e Ong hanno deciso di abbandonare il vertice per protesta, dipingendo uno scenario drammatico.

Mentre il mondo è alle prese con la distruzione lasciata dal tifone Haiyan, abbattutosi sul sud est asiatico, mentre il Midwest americano è stano devastato da innumerevoli tornadi e una parte della Sardegna, quasi spazzata via, a Varsavia va in scena un altro film. La conferenza Onu di Varsavia è troppo occupata ad ammirare le prospettive di crescita del carbone e dello shale gas per preoccuparsi dei disastri ambientali.

Così le associazioni ambientaliste come WWF, Greenpeace, Friends of the Earth, Oxfam, insieme alle confederazioni sindacali si sono alzati dal tavolo dei negoziati e se ne sono andati, sbattendo la porta: “i negoziati sul clima sono una cosa molto seria e non si può trasformarli in burla“.
Le associazioni che hanno preso la decisione dichiarano che questa è la  prima volta che accade nella storia del negoziato che si è aperto nel 1992 a Rio de Janeiro con la firma della Convenzione per la difesa del clima: un processo che ha portato alla ratifica del protocollo di Kyoto.

“I primi due giorni della settimana decisiva, quella che si chiude domani (oggi NdR), sono stati dedicati alla World Coal Association, cioè all’ode del carbone cosiddetto pulito, ignorando il semplice fatto che è proprio il carbone a farci pagare il prezzo maggiore in termini di vittime sia da smog sia da cambiamento climatico“, accusa Mariagrazia Midulla, del WWF.

Il WWF ha annunciato, di aver avuto, insieme alle altre associazioni, un incontro con il Ministro dell’Ambiente italiano, Andrea Orlando che si trova ancora a Varsavia che ha annunciato un ‘nuova road map’ per il settore. A testimoniare il livello non adeguato dell’approccio ai problemi della Conferenza sul clima – torna poi a precisare Midulla – è il fatto che “il Paese ospitante, la Polonia, ha approfittato del vertice per fare propaganda al carbone, e dopo il rimpasto di governo il ministro dell’Ambiente polacco, che ha il mandato di questa Cop19, non è più ministro. Questo – continua Midulla – è il segnale di un fallimento“.

Lo scopo della Conferenza di Varsavia è quello di contenere il riscaldamento del Pianeta entro massimo due gradi. Il pericolo è che i Paesi ricchi, quelli che finora hanno maggiormente inquinato, e le potenze arrivate più tardi allo sviluppo industriale, non riescano a trovare un’intesa per raggiungere questo obiettivo.