Tutti ne sono convinti: la Cassa Depositi e Prestiti, la società che gestisce circa 300 miliardi di euro di denaro, è pubblica. D’altronde è lo stesso statuto che lo precisa: la Cdp è “una Società per azioni controllata dallo Stato italiano”. Peccato però che il potere in mano alle fondazioni bancarie (ancora loro) sia immenso. Economico e, ora, anche politico-amministrativo. Nell’ultimo periodo, complice la sobrietà del governo Monti e il silenzio-assenso dei partiti, la concentrazione di privilegi è cresciuta a dismisura. Il rischio, come vedremo, è che ben presto le fondazioni – con i loro spaventosi intrecci e conflitti – riescano definitivamente ad imporre il loro controllo sull’enorme calderone in cui vanno a finire i soldi dei pensionati italiani. E tra meno di una settimana ci saranno le nomine per il nuovo cda. Ma già è stato tutto deciso…