Ritorno Forza Italia, si aprono nuovi scenari nel centrodestra. Quali le possibili alleanze?
Il ritorno sulla scena politica di Forza Italia, apre di sicuro nuovi scenari politici. Soprattutto nell’attuale centro destra. Una cosa non si discute: Silvio Berlusconi resta il leader della coalizione. Decadenza o no, arresti domiciliari o no. Anche fuori dal parlamento non lo ferma più nessuno e, nonostante tutto, il satrapo della politica italiana non ne vuole sapere di deporre scettro e corona. A sua disposizione ha davvero tutti: gli alfaniani, gli alemanniani e anche i leghisti. La sua corsa al potere è appena iniziata. E passerà, come ha sostenuto Gasparri, anche per le dimissioni del Cavaliere dal seggio senatoriale.
IL VIDEOMESSAGGIO: IL RE BERLUSCONI CHE CONQUISTA LA SIMPATIA DEL POPOLO FACENDOSI PASSARE PER MARTIRE
Nella giornata di ieri sembrava un sovrano. Videomessaggio quasi a reti unificate per mostrare il suo potere. Comunicazione da leader che a tratti faceva pensare davvero che la sua innocenza nei processi che lo coinvolgono sia vera. E’ anche reale che le prese in giro sul web sono tante, ma c’è anche chi chiede di smetterla di prendersela sempre con Silvio Berlusconi e si cominci a pensare che il vero problema dell’Italia è la sinistra.
Quella sinistra contro cui il Cavaliere si è scagliato durante la metà del suo videomessaggio (l’altra metà era dedicata ai giudici ndr). A raccogliere le simpatie di una parte del popolo ci sta riuscendo alla grande, il suo obiettivo era farsi passare da martire e chiedere così i consensi.
Ora però arriva la parte più difficile: mettere insieme una coalizione che possa sostenerlo al massimo. Che gli possa permettere di coordinare tutto al meglio anche fuori dal parlamento. Come avviene per Beppe Grillo. Che nonostante sia fuori dall’emiciclo riesce a tenere ben unito il Movimento Cinque Stelle.
Il fatto che Berlusconi stia facendo campagna elettorale e pensi già al domani è confermato anche dalle ultimissime dichiarazioni di Maurizio Gasparri. Che ha annunciato le probabili dimissioni del Cavaliere dal seggio senatoriale prima del voto. Questo è il primo annuncio ufficiale di un pidiellino. Dimettersi per il Cavaliere significherà evitare la gogna di un voto contrario che danneggerebbe il Pdl. E a rafforzare la sua immagine di martire della giustizia italiana.
ALL’AMBIZIOSO ANGELINO ALFANO POTREBBE LASCIARE IL PDL
Prima del videomessaggio quale era la situazione del Pdl? Il partito era diviso in due grandi correnti: i falchi pronti a tutto per salvaguardare il Cavaliere e le colombe guidate da Angelino Alfano e da tutti gli altri ministri del Governo Letta. Il cui unico obiettivo era continuare a far parte dell’esecutivo scacciando il mostro della crisi.
Il Cavaliere sa bene che per tenere unita la baracca deve accontentare capra e cavoli. Tenere vivo il Pdl, nonostante la nascita di Forza Italia, potrebbe essere la strategia giusta. Si tratterebbe di garantire la vita di due partiti che sostengono lo stesso leader della coalizione: Silvio Berlusconi.
A questo punto nel nuovo partito potrebbero confluire tutti i fedelissimi del Cavaliere. Mentre nel Pdl resterebbero quelli più critici che però continuerebbero a fare il gioco dell’ex premier. Dello scioglimento del Popolo della Libertà infatti non è stata fatta menzione nel videomessaggio.
Tutto questo potrebbe avvalorare la nostra tesi: Forza Italia con la partecipazione diretta del leader di coalizione e il Pdl che rimarrebbe governato da Angelino Alfano. L’attuale segretario che sembra aver messo da parte le ambizioni personali di leadership e che sostiene il suo mentore apertamente anche durante le trasmissioni televisive come Porta a Porta.
Con questo scenario sarebbero tutti contenti. I ministri che continueranno a governare nonostante la decadenza. Alfano che avrebbe in mano la segreteria del Pdl. E soprattutto Silvio Berlusconi che riuscirebbe a ben dominare tutte le pedine dello scacchiere.
ALEMANNO: CREIAMO UNA NUOVA ALLEANZA NAZIONALE
Tra i più critici nei confronti di Silvio Berlusconi, tra quelli che noi stessi segnalammo come probabili Giuda pronti a vendere il proprio leader per trenta denari c’era però anche Gianni Alemanno.
Che all’indomani del videomessaggio del Cavaliere è tornato a farsi sentire sulla politica nazionale con un messaggio facebook che recita: “L’annuncio definitivo dato oggi dal presidente Silvio Berlusconi sul ritorno a Forza Italia apre una nuova prospettiva per il centrodestra italiano, archiviando l’idea di un partito unico rappresentativo di tutto questo schieramento. E’ quindi urgente creare un soggetto politico che raccolga l’eredità di Alleanza Nazionale impedendo la scomparsa della destra politica in Italia e aggregando tutte le aree del centrodestra che credono nei valori nazionali, sociali e popolari. Mi auguro che Officina per l’Italia, proposta da Fratelli d’Italia, possa essere lo strumento per lanciare questo nuovo soggetto politico aperto a tutte le forze che non si riconoscono nella storia e nella proposta politica di Forza Italia”.
Il suo messaggio è chiaro: sostegno a Berlusconi sì ma soltanto come leader di coalizione. Per il resto l’ex sindaco di Roma pensa già alla creazione di un nuovo soggetto politico. Che sappia rappresentare lo zoccolo duro della Destra italiana che non si riconosce nel partito nato nel 1994.
I commenti sulla pagina facebook sono tanti. In molti hanno accettato l’idea di Alemanno di uscire dal Pdl e cominciare a parlare con Fratelli d’Italia. La maggior parte dei fans dell’ex sindaco di Roma però mette una pregiudiziale: no al ritorno di Gianfranco Fini. Considerato dai più un traditore dei valori di An. Chi potrebbe aderire? Probabilmente proprio Ignazio La Russa.
E LA LEGA CONTINUA NELLA SUA AUTONOMIA A SOSTENERE IL CAVALIERE
Nella coalizione c’è anche la Lega Nord. La forza autonomista guidata da Roberto Maroni che ieri sera in Giunta è uscita dall’aula insieme ai pidiellini per protestare contro la bocciatura della relazione di Augello sulla decadenza di Berlusconi.
Il partito, come quelli del centrosinistra, è alle prese con la lotta per la leadership. Da una parte i maroniani che sostengono Berlusconi e dall’altra i bossiani, critici sulla tenuta del Governo Letta. E nel mezzo il segretario lombardo Matteo Salvini che lancia la proposta choc: sosteniamo il centrodestra soltanto nelle regioni del nord.
Per ora le posizioni sono tutte da vedere. L’unico dato certo è il sostegno a Silvio Berlusconi. Che ha a sua disposizione una squadra per vincere e governare. Il compito del centrosinistra, se vuole evitare un ritorno del berlusconismo, è quello di organizzarsi bene e superare tutte le divisioni che ha al suo interno.